Come Gestire le Richieste di Pagamento per Canone RAI Arretrato: Tempistiche di Prescrizione e Strategie di Difesa

Il canone RAI per la tv è la tassa che chiunque possieda in casa una televisione deve corrispondere: non ha alcun valore asserire che i canali in questione non vengono seguiti, né che l’apparecchio non è adoperato.
Il canone è stato concepito alla stessa stregua della tassa di possesso delle automobili, per cui va corrisposto indipendentemente dal suo utilizzo.
IN caso di mancato pagamento del canone, l’Agenzia delle Entrate provvederà ad inviare una cartella esattoriale per la riscossione della cifra richiesta.
Cos’è il Canone RAI e Chi è Obbligato al Pagamento
Il canone RAI è una tassa di possesso applicata ai detentori di apparecchi televisivi in Italia e ha una natura simile a quella del bollo auto, essendo legato al semplice possesso di un televisore piuttosto che al suo effettivo utilizzo.
Questa imposta, pensata per finanziare il servizio pubblico radiotelevisivo, è obbligatoria per tutte le famiglie italiane che detengono uno o più apparecchi televisivi.
Il pagamento del canone è richiesto non solo ai proprietari degli immobili, ma anche agli inquilini, indipendentemente dal titolo di possesso dell’abitazione. Tuttavia, i proprietari di più immobili devono versare un solo canone RAI per nucleo familiare, a prescindere dal numero di case o televisori posseduti.
Il canone va dunque pagato sempre, anche da coloro che sono inquilini e non proprietari dell’immobile. I proprietari di più immobili, invece, ne corrispondono solo uno.
Qualora invece si sia titolari di un contratto di energia elettrica ma non di un apparecchio televisivo dovrà produrre un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate (da inviare annualmente), dal momento che l’addebito del canone in bolletta avviene automaticamente.
Esistono tuttavia alcune eccezioni all’obbligo di pagamento. Sono esentati dal canone RAI coloro che vivono con un componente della famiglia che ha già provveduto al versamento, gli individui che non possiedono alcun apparecchio televisivo e le persone con più di 75 anni di età, purché con un reddito annuo inferiore a 6.713€.
Anche in questi casi, per ottenere l’esenzione, è necessario inviare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate.
In sintesi, il canone RAI è dovuto da ogni nucleo familiare che possiede un televisore, ma è sufficiente un solo pagamento annuale per famiglia, a prescindere dal numero di immobili e apparecchi posseduti.
Mancato pagamento canone RAI: che cosa succede?
Qualora si omettesse la corresponsione del canone (cosa che può essere verificata o con «controlli a campione» o con specifici accertamenti qualora sussistano fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive rilasciate dai contribuenti) l’Agenzia delle Entrate notifica un accertamento fiscale.
Dopo 60 giorni –termine per presentare ricorso – il credito viene iscritto a ruolo e viene delegato l’esattore del recupero coattivo del credito.
Questi notifica la cartella esattoriale per mancato pagamento del Canone Rai.
Il contribuente ha contro altri 60 giorni per presentare ricorso alla Commissione Tributaria –ricorso che però si giustifica solo per vizi “formali” della cartella, come la prescrizione, la decadenza, la nullità della notifica.
Cartella esattoriale canone RAI: entro quando pagarla e termini di prescrizione
Dopo questi ulteriori 60 giorni la cartella esattoriale diviene definitiva, per cui l’Agente della riscossione passa a recuperare il dovuto per mezzo del pignoramento (del conto corrente, dello stipendio, della pensione).
Il termine di prescrizione del canone Rai, così come per quasi tutti i tributi, avviene in 10 anni a decorre dalla fine di gennaio dell’anno in cui va corrisposto il canone.
Dunque, un’eventuale cartella NON va più corrisposta se entro 10 anni l’Agenzia di Riscossione non notifica alcun avviso di pagamento canone rai o altro atto al contribuente (per cui la cartella risulta scaduta).
Tuttavia, una sentenza della Cassazione depositata lo scorso 30 aprile ha stralciato una cartella esattoriale di oltre 500 euro dovuta a titolo di canone Rai.
Questo ad attuazione del decreto fiscale 2018 che ha eliminato le cartelle di pagamento fino a 1.000€ (la soglia non si riferisce all’ammontare totale della cartella ma all’importo di ogni singola voce iscritta a ruolo, per cui il canone, che ammonta a 114€, ne è automaticamente incluso).
Né importa che, nella stessa cartella, vengano chiesti gli ultimi 10 anni.
Per non pagare cartelle esattoriali per canone non versato è però necessario che il debito dovuto sia iscritto a ruolo tra l’anno 2000 e il 2010 (lasso di tempo a cui si riferisce il provvedimento).
L’annullamento è “automatico”, per cui è già l’Agente della Riscossione a eliminare, dai propri file, gli elenchi del canone Rai, senza apposita istanza da parte del contribuente (dunque, occhio!).
La sanatoria spetta anche a chi ha presentato, negli scorsi anni, ricorso contro la cartella di pagamento.
Come Contestare una Cartella Esattoriale per Canone RAI Arretrato
Contestare una cartella esattoriale per il pagamento di canoni RAI arretrati è possibile quando sono presenti errori o vizi di notifica.
In questi casi, il contribuente può fare ricorso alla Commissione Tributaria provinciale, presentando una contestazione formale per annullare o rettificare l’importo richiesto.
Tra i motivi di opposizione rientrano le notifiche irregolari, i difetti di delega o errori di calcolo nei conteggi delle somme arretrate.
Per avviare la contestazione, il contribuente deve presentare ricorso entro 60 giorni dalla data di notifica della cartella.
È importante allegare documenti che possano dimostrare i motivi dell’impugnazione, come una dichiarazione di esenzione precedentemente inviata o altre comunicazioni fatte all’Agenzia delle Entrate.
Ad esempio, coloro che non possiedono un apparecchio televisivo ma hanno ricevuto l’addebito in bolletta potrebbero utilizzare come prova l’autocertificazione inviata per tempo all’Agenzia delle Entrate.
Nei casi più complessi, il supporto di un avvocato tributarista è spesso determinante per orientarsi tra le norme e presentare una difesa efficace.
Un avvocato specializzato può infatti individuare vizi formali, come deleghe o notifiche non conformi, che rendono la cartella contestabile.
Inoltre, un professionista esperto può gestire eventuali trattative con l’Agenzia delle Entrate per ottenere una riduzione o rateizzazione dell’importo, se il pagamento è dovuto solo in parte.
In conclusione, chi intende contestare una cartella esattoriale per canone RAI arretrato dispone di varie opzioni, ma è fondamentale agire tempestivamente e con il supporto di un professionista, soprattutto quando la contestazione si basa su motivi complessi di natura fiscale o amministrativa.
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